E venne il giorno in cui vietarono il cappello.
Tutto doveva succedere alla luce del sole, dicevano loro, e chissà quante cose potevano starci lì sotto.
Il protagonista di questa storia però il cappello lo aveva sempre indossato e, nonostante il divieto, decise quindi di continuare a portarlo.
Aveva paura?
Tanta.
Aveva qualcosa nascondere?
Nulla.

L’uomo fu arrestato: cappellitudine aggravata.

Uscito dal carcere si mise subito alla ricerca di nuovo cappello, ma non riuscì a trovarne neanche uno visto che nel frattempo erano stati banditi dal commercio.
Comprò un giornale allora, prese un foglio e lo piegò per farsene uno di carta.
Cappellitudine aggravata e sovversiva, e via i giornali dalle edicole.
Ci riprovò ancora con le foglie di un albero, e tutti gli alberi furono abbattuti.
Portò quindi le mani sulla testa e le posizionò come a formare un copricapo.
Zacchete. Per farlo smettere tagliarono le mani a lui e a tutti quelli come lui.
”Anzi, tagliamole a tutti per sicurezza.”
La storia che state leggendo nacque in quel preciso momento. Le mani di chi l’ha scritta purtroppo non riuscirono a salvarsi ma ormai era già nata e, insieme ad altre storie coraggiose, riuscì a salvare il mondo.
Decide lei

Decide lei

Piacenza, esterno giorno. Passeggiata con Tano, di quelle che finiamo a parlare di come siamo fatti. «Domande con le gambe, questo siamo» insiste il mio amico. E io scopro che per il 60% siamo fatti di domande che non hanno una risposta. Eppure...

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Autore con la passione per la melanzana fritta e l’ossessione per il tempo. Papà di Andrea. Mi piace camminare a caso. NOVEMBRE 2022 esce QUI PER CASO

Gero Guagliardo

Autore, ioGero